E fu il calore di un momento: la continuità musicale tra primaria e secondaria nel nostro Istituto

E fu il calore di un momento: la continuità musicale tra primaria e secondaria nel nostro Istituto, parole e musiche attorno a Fabrizio de Andrè

L’Istituto Comprensivo Castelletto è una realtà scolastica radicata nel territorio genovese, che comprende scuola primaria e secondaria di primo grado. L’IC Castelletto promuove una didattica attenta alla continuità educativa, all’inclusione e allo sviluppo delle competenze espressive e creative, con particolare attenzione ai linguaggi artistici e musicali come strumenti di crescita, dialogo e cittadinanza.

In allegato i filmati e le foto di alcuni brani del concerto dedicato, come continuità, alle classe quarte della scuola primaria.

PREMESSA e presentazione a cura del Prof. IOVINO

In un programma TV a quiz qualche mese fa, fu chiesto a un concorrente, giovane studente universitario, chi fosse lautore di La pioggia nel pineto. E la risposta, senza tentennamenti fu: Fabrizio De Andrè. Cito questo curioso episodio non tanto per rimarcare la discutibile preparazione del concorrente, quanto per sottolineare un aspetto: nellimmaginario generale, Fabrizio De Andrè è spesso percepito come poeta. Una etichetta che lo stesso Faber respingeva.

Cito una sua riflessione: Benedetto Croce diceva che fino alletà dei diciotto anni tutti scrivono poesie, poi rimangono a scriverle due categorie di persone: i poeti e i cretini.

Quindi io, precauzionalmente, preferirei considerarmi un cantautore.

Fabrizio De André non si prendeva mai troppo sul serio e questa ritengo sia stata una delle sue doti migliori, tutta genovese: saper guardare con distacco al proprio successo, senza mai montarsi la testa, al contrario tenendo sempre ben piantati i piedi a terra.

Certamente i suoi testi sono letterariamente pregevoli, contengono messaggi di carattere universale che ne fanno un veicolo didee e di riflessioni. Sono tuttavia pensati per essere messi in musica, anche se qualcuno può vantare una propria autonomia espressiva.

Più che un poeta, comunque, a noi piace immaginare Fabrizio De Andrè come un trovatore, lultimo trovatore genovese, non al servizio dei potenti, come accadeva nel Medioevo, ma solo di se stesso e della sua fede morale.

Intellettualmente curioso, sensibile, attento a dar voce ai deboli e agli sconfitti, incontrati e conosciuti nei suoi viaggi, reali o immaginari.

Il titolo di questo spettacolo, E fu il calore di un momento” è tratto da un verso contenuto nel testo del Pescatore, una delle canzoni forse più popolari di Faber. Una canzone che parla dei deboli e degli ultimi, che fonde insieme la genovesità e la religiosità di Faber.

Il canto – ha detto una volta Fabrizio - deve in qualche maniera avere come obiettivo quello che anticamente aveva la musica cantata che era di far guarire le persone. Quindi deve emozionare […] La mia voce poteva essere una voce da sciamano. Eccoci dunque pronti a viaggiare nelle parole e nella musica di Faber. Non è stato un poeta, forse, ma molti suoi versi ci insegnano ancora qualcosa e sono purtroppo ancora terribilmente attuali……

Roberto Iovino

Scaletta del concerto:

  •  Il pescatore
  • Geordie
  • La guerra di Piero
  • Don Raffaè
  • Fiume Sand
  • Spiritual
  • Korakhanè